LA MACCHINA DEI SOGNI di Josè Luis Cavalieri.

  La prima edizione, pubblicata nel 1998 dalla Casa Editrice Il Calamaio da anni è ormai esaurita. Il testo, contrariamente a come viene presentato, è stato scritto in lingua italiana e solo posteriormente tradotto e pubblicato in Argentina nel 2001. Il romanzo appartiene a quel genere di scrittura nel quale la realtà viene impregnata da elementi fantastici che rendono l’opera accessibile in diverse chiavi di lettura : la prosa épica, la chiave onirica, il percorso umano e spirituale… Tenendo presente che il testo risale al 1992-1994  si può avvertire la presenza di svariati elementi ed argomenti anticipatori che oggi il lettore, a distanza di quasi vent’anni ed alla luce delle scoperte della fisica quantistica, degli eventi della storia recente, dell’evoluzione del clima, del riscontrato senso di accelerazione temporale, può trovare quasi familiari. Se questo va tenuto presente il “viaggio” intrapreso acquisterà un elemento di mistero in più ed una valenza nuova, quasi premonitrice. Un traduttore fantastico ci trasporta nei territori sconfinati, dove le storie personali frammentarie e apparentemente sconnesse s'intrecciano lentamente per confluire in una unica e drammatica vicenda. Un marchingegno diabolico viene progettato e poi costruito, in anni di paziente lavoro, prima nella California, poi in un posto segreto in Patagonia. Un eclettico ricercatore storico salva centinaia di libri, banditi dalla dittatura argentina, seppellendoli nel cimitero. La dimensione del fantastico avvolge anche gli eventi storici. Così salgono alla ribalta lo sterminio degli indios alla fine del XIX secolo, l'ultima dittatura argentina, la guerra per le isole Malvinas. Un giovane scrittore s'introduce per caso nella storia diventando controvoglia protagonista ed innamorandosi di una donna dai poteri magici. Altri personaggi s'incontrano nella vita ed oltre la morte; le loro storie ci conducono nello scenario di una battaglia segreta e profonda quanto una caverna millenaria. Il testo stesso diventa parte della storia e si trasforma in un personaggio in più, con un ruolo determinante. Un vecchio filosofo gira per la sconfinata pampa in una sgangherata carretta lasciatagli in eredità dal suo maestro che, con padelle rotte, scheletri di ombrelli, batterie d'auto ed un grammofono a manovella, aveva costruito una strana macchina per attirare la pioggia... Ma l'aridità contro la quale scatena i temporali forse altro non è che la metafora che rappresenta l'aridità che dilaga nello spirito degli uomini.     Abbiamo deciso di mettere il testo on-line allo scopo di allargare le possibilità di divulgazione ed allo stesso tempo, promuovere tramite questa condivisione, il contributo economico dei lettori.
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